Sommario

Il Quaderno n. 2026-001 dell’Osservatorio Energia presenta un metodo semplificato di audit energetico progettato per le piccole e medie imprese manifatturiere. L’obiettivo è colmare la distanza tra i questionari di autovalutazione, spesso troppo generici, e le diagnosi energetiche complete, che possono risultare impegnative per tempi, costi e competenze richieste.

La procedura proposta si sviluppa in tre passaggi coordinati: un’ispezione qualitativa degli impianti e delle fatture, una campagna di misura strumentale sui principali sistemi energivori e un confronto con indicatori di prestazione calibrati per categoria ATECO. Il metodo può essere applicato con una dotazione tecnica essenziale e richiede, in condizioni ordinarie, da tre a cinque giorni-persona sul campo, oltre al tempo necessario per l’elaborazione dei dati.

Il cuore del Quaderno è costituito da due Energy Performance Indicator: l’indicatore superficiale, espresso in kWh per metro quadrato all’anno, e l’indicatore economico, che rapporta l’energia consumata al valore aggiunto prodotto. A questi si affianca un sistema di benchmarking riferito a dieci comparti manifatturieri, costruito rielaborando fonti ENEA, Eurostat e ISTAT.

La pubblicazione è destinata a imprenditori, responsabili tecnici, energy manager, consulenti, ESCo e associazioni di categoria che desiderano ottenere una prima fotografia quantitativa delle prestazioni energetiche aziendali. Il PDF completo illustra la metodologia, i benchmark settoriali, le formule di calcolo, i limiti applicativi e un caso studio ATECO 25, nel quale emerge un potenziale teorico di risparmio pari a 601 MWh annui, corrispondente al 22,8% dei consumi considerati.

Introduzione

Le piccole e medie imprese rappresentano la parte più estesa del sistema produttivo italiano, ma dispongono spesso di strumenti limitati per conoscere con precisione come viene utilizzata l’energia all’interno dello stabilimento.

La bolletta permette di sapere quanto è stato consumato e quanto è stato pagato. Raramente, però, spiega quali impianti abbiano prodotto quel consumo, quanto pesino i carichi improduttivi o come si collochi l’azienda rispetto ad altre imprese dello stesso settore.

Questa mancanza di informazioni costituisce una barriera concreta all’efficienza energetica. Un imprenditore può essere consapevole che i costi sono elevati, ma non sapere se la causa principale sia rappresentata dai forni, dall’aria compressa, dalle macchine utensili, dalla climatizzazione, dai consumi notturni o da una combinazione di più fattori.

Le diagnosi energetiche complete rispondono a queste domande con un livello elevato di dettaglio, ma non sempre risultano proporzionate alle dimensioni e alle esigenze di una PMI. Dal lato opposto, i semplici questionari online possono aiutare a individuare alcuni segnali di inefficienza, ma non sostituiscono le misure dirette e non permettono di ricostruire con sufficiente attendibilità la distribuzione dei consumi.

Il Quaderno propone quindi una soluzione intermedia: un audit energetico preliminare, strutturato e replicabile, capace di produrre una prima mappa quantitativa dello stabilimento con tempi e costi più contenuti rispetto a una diagnosi completa.

L’idea centrale è semplice: prima di decidere se e dove investire, l’impresa deve acquisire visibilità sui propri consumi. Questo significa ricostruire i flussi energetici principali, misurare i sistemi più rilevanti e confrontare la prestazione aziendale con valori di riferimento coerenti con il settore produttivo.

Il metodo non intende sostituire una diagnosi conforme alla norma EN 16247 quando questa sia obbligatoria o necessaria. Si colloca, piuttosto, come strumento di primo livello utile a stabilire se esistano margini sufficienti per giustificare un’analisi più approfondita e quali aree debbano avere la precedenza.

Perché questo Quaderno è utile

Il Quaderno non nasce come una semplice guida teorica, ma come uno strumento operativo destinato a supportare le decisioni delle imprese.

La sua lettura è particolarmente indicata quando un’azienda desidera comprendere se i propri consumi energetici siano coerenti con quelli del settore, individuare le aree di maggiore inefficienza o valutare l’opportunità di avviare una diagnosi energetica completa.

Può risultare utile anche nella fase preliminare di progetti di efficientamento energetico, nella pianificazione di investimenti in nuovi impianti, nella preparazione di richieste di incentivi o nella definizione di strategie ESG e di sostenibilità.

Il documento si rivolge principalmente a:

  • imprenditori e amministratori di PMI manifatturiere;
  • responsabili tecnici e di produzione;
  • energy manager;
  • consulenti energetici;
  • ESCo;
  • associazioni di categoria;
  • professionisti impegnati nell’efficienza energetica.

Uno dei principali vantaggi consiste nella possibilità di ottenere una fotografia quantitativa delle prestazioni energetiche aziendali utilizzando una metodologia standardizzata e replicabile.

Il confronto con benchmark costruiti per categoria ATECO consente inoltre di interpretare i risultati all’interno del corretto contesto produttivo, evitando confronti impropri tra comparti industriali molto differenti.

Nel medio periodo il metodo può diventare uno strumento di monitoraggio continuo, permettendo di verificare gli effetti degli interventi realizzati e di misurare l’evoluzione dell’efficienza energetica nel tempo.

FAQ

Che cos’è un audit energetico semplificato?

È una procedura che consente di valutare le prestazioni energetiche di un’impresa attraverso sopralluoghi, misure strumentali e indicatori sintetici, con tempi e costi inferiori rispetto a una diagnosi energetica completa.

A quali aziende è destinato il Quaderno?

Il metodo è stato sviluppato principalmente per le PMI manifatturiere, ma può rappresentare un utile riferimento anche per consulenti energetici, ESCo e associazioni di categoria.

Quali indicatori utilizza la metodologia?

Il Quaderno introduce due Energy Performance Indicator (EPI): uno rapportato alla superficie produttiva e uno riferito al valore aggiunto generato dall’impresa.

Perché vengono utilizzati i codici ATECO?

Le categorie ATECO permettono di confrontare imprese appartenenti allo stesso comparto produttivo, evitando confronti con settori caratterizzati da processi energetici completamente differenti.

Il metodo sostituisce una diagnosi energetica conforme alla EN 16247?

No. Il Quaderno propone uno strumento preliminare di valutazione che aiuta a individuare le priorità e a stabilire se sia opportuno procedere con una diagnosi energetica completa.

Quali vantaggi offre il benchmarking?

Il benchmarking consente di confrontare le prestazioni energetiche dell’azienda con quelle tipiche del proprio settore produttivo, individuando il potenziale teorico di miglioramento e supportando la pianificazione degli investimenti.

Il metodo richiede una strumentazione particolarmente costosa?

No. La metodologia è stata progettata per poter essere applicata con una dotazione strumentale relativamente semplice, composta principalmente da analizzatori di rete, pinze amperometriche e strumenti di misura comunemente utilizzati nelle verifiche energetiche.

Citazione: Osservatorio Energia – Associazione di Imprese. (2026). Metodo semplificato di audit energetico per PMI manifatturiere: procedura a tre step e indicatori di prestazione calibrati su categorie ATECO. Collana “Quaderni Tecnici”.  https://doi.org/10.5281/zenodo.21396726