Monitoraggio energetico PMI: costi, risparmi e EMS
Sommario
Quanto consuma realmente un’impresa, dove consuma e quanto potrebbe risparmiare conoscendo meglio il proprio profilo energetico? Il Rapporto ROE 2026-007 “Misurare i consumi energetici per risparmiare” analizza la convenienza dei sistemi di monitoraggio energetico (EMS) nelle piccole e medie imprese, mettendo in relazione costi di installazione e gestione, dimensione della bolletta, risparmi potenziali e tempi di ritorno dell’investimento.
Il punto di partenza è semplice: conoscere la spesa energetica complessiva non significa conoscere i propri consumi. Senza misure sufficientemente dettagliate può essere difficile individuare assorbimenti anomali, consumi fuori orario, inefficienze di singoli reparti o macchinari e opportunità di spostamento dei carichi.
Il rapporto distingue una soluzione di base, fondata sull’analisi dei dati già disponibili, e tre livelli progressivi di monitoraggio: dai misuratori sui quadri principali alle sottomisure per reparti e macchine, fino a sistemi EMS integrati con un sistema di gestione dell’energia.
L’analisi mostra che non esiste un sistema di monitoraggio conveniente per qualsiasi impresa. La sostenibilità economica dipende soprattutto dalla spesa energetica, dal costo del sistema, dai risparmi effettivamente ottenibili e dalla capacità dell’organizzazione di trasformare i dati in interventi concreti.
La pubblicazione è rivolta a imprenditori, responsabili tecnici, energy manager, consulenti e professionisti che vogliono valutare in modo preliminare se, quanto e come investire nel monitoraggio energetico, considerando anche l’evoluzione normativa e gli incentivi disponibili.
Introduzione
Una bolletta dice a un’impresa quanto ha speso. Dice molto meno, però, su dove, quando e perché quell’energia è stata consumata.
È questa la distanza che separa la semplice contabilizzazione dell’energia dalla sua gestione. Due aziende con la stessa spesa annuale possono avere margini di miglioramento completamente diversi: una può disporre di processi già ottimizzati, mentre l’altra può mantenere compressori, forni, gruppi frigoriferi o altri carichi in funzione quando non servono.
Il monitoraggio energetico cerca di rendere visibile questa differenza.
La questione è diventata ancora più importante in un contesto nel quale i prezzi energetici possono tornare rapidamente a crescere e la struttura oraria dei prezzi dell’elettricità sta cambiando. Non conta quindi soltanto quanta energia viene utilizzata, ma anche quando viene consumata.
Installare sensori e software, tuttavia, non produce automaticamente un risparmio. Un sistema EMS genera soprattutto informazioni. Il beneficio economico nasce quando quelle informazioni permettono di individuare anomalie, modificare comportamenti, ottimizzare processi o programmare interventi.
Da qui la domanda centrale del rapporto: quanto deve spendere in energia un’impresa perché investire nel monitoraggio diventi economicamente ragionevole?
Perché questo rapporto è utile
Il rapporto è pensato soprattutto per chi deve decidere se avviare o potenziare un sistema di monitoraggio senza disporre ancora di uno studio di fattibilità dettagliato.
Può essere utile a PMI manifatturiere, imprese del terziario, responsabili di stabilimento, energy manager, EGE, consulenti energetici e amministratori.
Il principale vantaggio è offrire un metodo per mettere in relazione quattro variabili che spesso vengono considerate separatamente: costo dell’EMS, dimensione energetica dell’impresa, risparmio potenziale e capacità effettiva di realizzarlo.
Non fornisce quindi una risposta uguale per tutti, ma aiuta a formulare la domanda corretta: qual è il livello di monitoraggio proporzionato alla mia azienda?
FAQ
Cos’è un sistema di monitoraggio energetico EMS?
È un sistema che raccoglie e organizza dati sui consumi energetici dell’impresa. Può andare da pochi misuratori sui quadri principali a piattaforme integrate con reparti, macchinari e sistemi di gestione dell’energia.
Quanto costa un sistema di monitoraggio energetico per una PMI?
Dipende dal livello di dettaglio. Nel modello del rapporto, un sistema L1 ha un costo indicativo iniziale di 4–8 mila euro, L2 di 25–85 mila euro e L3 di 80–180 mila euro, oltre ai costi annuali.
Quanto si può risparmiare monitorando i consumi?
Il monitoraggio non garantisce da solo un determinato risparmio. Nel rapporto vengono utilizzati scenari centrali del 4% per L1, 8% per L2 e 12% per L3. Sono parametri di analisi informati dalla letteratura e non previsioni per la singola impresa.
Quando conviene installare un EMS?
Dipende soprattutto dalla spesa energetica e dalle opportunità realmente sfruttabili. Nel modello centrale, il rientro entro tre anni si raggiunge indicativamente intorno a 120 mila euro di spesa annua per L1, 250 mila per L2 e 700 mila per L3.
Una piccola impresa deve installare un sistema EMS?
Non necessariamente. Per consumi contenuti può essere più conveniente iniziare analizzando curve di carico, bollette e dati già disponibili, installando successivamente misuratori soltanto dove servono.
Cosa prevede la Direttiva UE 2023/1791 per le imprese?
La direttiva introduce soglie basate sul consumo medio annuo di energia finale nei tre anni precedenti. Il rapporto esamina in particolare le soglie di 10 TJ e 85 TJ e distingue gli obblighi europei dal quadro nazionale concretamente vigente.
Gli EMS possono beneficiare di incentivi?
Alcune componenti di sistemi di monitoraggio interconnessi possono rientrare nell’iperammortamento se rispettano i requisiti previsti. Per determinate applicazioni negli edifici terziari può essere rilevante anche il Conto Termico 3.0. L’ammissibilità deve essere verificata nel caso concreto.
